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DINAMICA DEGLI AVVIAMENTI DEI CONTRATTI DI LAVORO

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Nel primo trimestre del 2013 il quadro economico generale mantiene un andamento negativo: il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% su base tendenziale. Il livello dell’occupazione ha raggiunto il suo minimo dall’inizio della crisi economica. Il numero di occupati subisce nel primo trimestre 2013 una flessione pari all’1,8% rispetto allo stesso trimestre del 2012 con ulteriore diminuzione del tasso di occupazione (55,5%) e un aumento del tasso di disoccupazione (12,8%).

Sulla base dei dati destagionalizzati riferiti alle comunicazioni obbligatorie (COB), nei primi tre mesi del 2013 si osserva una decisa inversione della tendenza alla crescita registrata nell’ultimo trimestre del 2012. In termini tendenziali l’intero trimestre fa segnare una flessione pari al 10,4%. Si è conclusa la fase di contrazione degli avviamenti con lavoro intermittente e con contratto di collaborazione ed il trend conferma nel primo trimestre 2013, al netto dei fattori stagionali, l’assestamento su livelli fisiologici osservato nell’ultimo trimestre del 2012. Poste le barriere legislative volte ad impedire un uso distorto di tali tipologie contrattuali, si può assumere che i livelli attuali del flusso di attivazioni siano depurati a seguito dell’opera di pulizia avviata a partire dal luglio 2012.

Prosegue nel primo trimestre 2013 la decisa diminuzione delle attivazioni a tempo indeterminato (-7,4% su base congiunturale, -10,2% rispetto allo stesso trimestre del 2012), dovuta alla persistenza di un andamento congiunturale fortemente negativo. La dinamica degli avviamenti con contratto di apprendistato – dopo la fase di ripresa del qaurto trimestre 2012, dovuta alla conclusione del periodo transitorio di avvio del Testo Unico sull’apprendistato – registra nel primo trimestre 2013 una flessione marcata, pari al 7,1% rispetto al trimestre precedente e al 22,2% su base tendenziale.

ATTIVAZIONI SECONDO IL TIPO DI CONTRATTO

L’andamento del numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro registra nei primi tre mesi del 2013, al netto dei fattori stagionali, una decisa inversione della tendenza alla crescita registrata nell’ultimo trimestre del 2012.

L’analisi delle attivazioni secondo la forma di contratto utilizzato conferma, nel primo trimestre del 2013, il trend del lavoro intermittente avviatosi nei mesi immediatamente successivi al varo della riforma: il numero di nuovi avviamenti si assesta, su base destagionalizzata, intorno ai 120.000 avviamenti, a fronte dei 220mila registrati mediamente nel primo e nel secondo trimestre 2012.

Parallelamente il numero di nuove collaborazioni si assesta, nel primo trimestre 2013, sui livelli del trimestre precedente (registrando, al netto dei fattori stagionali, una lieve flessione pari al 2,4%), confermando, al pari del contratto di lavoro intermittente, la discontinuità del periodo post-riforma e la successiva stabilizzazione su un livello fisiologico. Il contratto di lavoro subordinato a termine registra nel primo trimestre 2013 una sostanziale stabilità rispetto al trimestre precedente (+0,5%); tuttavia l’aggregazione trimestrale nasconde un decisa inversione della crescita osservata tra ottobre e dicembre 2012, segnando una diminuzione marcata tra dicembre 2012 e marzo 2013.

Prosegue nel primo trimestre 2013 la diminuzione degli avviamenti con contratto a tempo indeterminato, sia su base tendenziale (-10,2%) che rispetto al trimestre precedente (-7,4%). Il contratto di apprendistato, dopo la lieve ripresa dell’ultimo trimestre 2012, conferma le difficoltà nel mantenere un ritmo sostenuto delle nuove attivazioni, registrando nel primo trimestre 2013 il valore più basso nel periodo considerato. In termini di composizione, al netto dei fattori di stagionalità, gli avviamenti con contratto a tempo indeterminato fanno segnare la riduzione più elevata dell’incidenza sul totale degli avviamenti, passata dal 17,7% del quarto trimestre 2012 al 16,6% del primo trimestre 2013 (-1,1%). Il lavoro a termine registra un lieve aumento del peso relativo (+0.7%), a fronte di una sostanziale stabilità del lavoro intermittente (+0,3%), dell’apprendistato (-0,1%), delle collaborazioni (-0,1%) e delle forme di lavoro classificate nella voce ”altro” (+0,3% del mese precedente), è seguita una diminuzione più marcata a febbraio (-1,9%) e marzo (-1,0%).

Le evidenze osservate tra il 2012 e il primo trimestre 2013 confermano la discontinuità registrata nei mesi immediatamente successivi l’entrata in vigore della riforma, in relazione principalmente al processo di pulizia imposto attraverso l’istituzione di barriere legislative all’uso distorto di talune tipologie contrattuali, con un effetto di travaso verso altre tipologie preferenzialmente individuate dalla stessa legislazione. Nel secondo semestre 2012, ad una diminuzione dell’incidenza sul totale degli avviamenti dei contratti a progetto e con lavoro intermittente è corrisposto un aumento del peso relativo del contratto a termine. Tale processo sembra in fase di assestamento nel primo trimestre 2013. La tendenza alla crescita dell’incidenza del contratto a termine sul totale degli avviamenti, motivata da detto effetto travaso, sembra essersi quindi esaurita.

I livelli attuali, al netto di altri fattori, rappresentano pertanto avviamenti di contratti presumibilmente compatibili e coerenti con la nuova disciplina.

Gli effetti delle modifiche introdotte dalla lg. 92/2012 sulla disciplina dei contratti di lavoro sono riscontrabili in un modifica della composizione delle attivazioni di nuovi rapporti di lavoro, evidenziata in una marcata discontinuità delle serie nel terzo trimestre 2012 e un assestamento verso una diversa distribuzione delle attivazioni secondo la forma di contratto, verosimilmente più coerente con gli obiettivi della riforma.

Parallelamente il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sembra escluso da processi di tipo espansivo: pur diminuendo negli ultimi due trimestri dell’anno, in termini tendenziali, in misura minore rispetto al totale degli avviamenti, non presenta segnali di sostanziale ripresa e nel primo trimestre 2013 registra, al netto dei fattori stagionali, una flessione pari al 7,4% rispetto al trimestre precedente.

Va rilevato che l’effetto depressivo della fase congiunturale negativa ha effetti diversi sulle varie forme di contratto di lavoro, peraltro in presenza di lag temporali tra flessione della crescita e riduzione dell’occupazione sensibilmente ridotti, dopo oltre quattro anni di recessione quasi ininterrotta. Il lavoro dipendente a tempo indeterminato è decisamente più esposto alla congiuntura negativa, essendo legato in misura maggiore rispetto alle altre forme di lavoro alle prospettive future degli imprenditori. Un effetto simile motiva in parte il calo del contratto di apprendistato. Una quota di avviamenti in apprendistato nasconde generalmente una domanda di lavoro a tempo indeterminato, che si rivolge all’apprendistato per usufruire del minore costo del lavoro nel periodo di formazione.

L’impatto depressivo che subisce il numero di attivazioni a tempo indeterminato, dovuto alla congiuntura negativa, ha il medesimo effetto sulla quota di avviamenti in apprendistato utilizzati in sostituzione del contratto permanente.

Fonte dal sito dell’ ISFOL

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Questa voce è stata pubblicata il 17/07/2013 da in Mercato del lavoro con tag .

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