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PARI OPPORTUNITA’

DONNE – LAVORO – TRE MOSSE VINCENTI PER SUPERARE ARRETRAMENTO PAESE: PARI OPPORTUNITA’ CONCILIAZIONE E NUOVI MODELLI ORGANIZZATIVI.PARI

Il convegno “Donne al lavoro: tre mosse vincenti”, promosso a Roma dal Centro studi progetto donna in collaborazione con Abbott, prosegue la riflessione da lungo tempo ormai aperta sui salari più leggeri delle donne alla luce dei dati offerti ieri dal Bilancio Sociale dell’INPS (vedi: Italialavorotv Sicurezza Sociale e Donne 20/11/2012)

Dati che ha approfondito il coordinatore generale statistico attuariale dell’Istituto, Antonietta Mundo, che ha fatto presente come  la retribuzione media annua lorda dei dipendenti privati (esclusa l’agricoltura) è risultata per le donne pari a 21.678 euro, contro i 30.246 degli uomini, con uno svantaggio femminile del 28,3%.

E se le mosse vincenti dovrebbero essere le tre classiche richieste , ovvero pari opportunità, conciliazione dei tempi e nuovi modelli organizzativi, non appare così facile stando alla considerazione dei dati offerti dal secondo Global Gender Gap 2012 del World Economic Forum,  che pone l’Italia all’ottantesimo posto su 135 Paesi sul fronte della retribuzione femminile, ma soprattutto dalla condizione più generale delle donne che vede solo un terzo della popolazione femminile parte integrante della forza lavoro e che l’82% dei lavoratori a tempo parziale è rappresentato da donne”.

I dati Inps, inoltre, registrano per lavoratori dipendenti del settore privato una retribuzione annua media di 21.678 euro lordi per le donne rispetto ai 30.246 euro per gli uomini.
D’altra parte, le retribuzioni sono commisurate alle posizioni basse e intermedie in cui si trovano le donne pur rappresentando il 57% degli impiegati. Per non parlare delle pensioni.

In conclusione, per cambiare questo trend, secondo Roberta Bortolucci, presidente del Centro Studi Progetto Donna e Diversity Mgmt,
Il Mix del prossimo futuro per migliorare la condizione delle lavoratrici per Progetto Donna sta nella realizzazione di nuovi modelli organizzativi che integrino l’ottica di genere all’interno delle aziende e politiche pubbliche che valorizzino il ruolo delle donne. Tannt’è che laddove il gap di genere è in part superato le donne si collocano in ruoli apicali, come nella Lega delle cooperative dove tali posizioni sono deternute nel 50,7% da donne.

Per il Ministro Elsa Fornero: “In Italia c’è un accanimento contro donne…l’essere donna è  un ostacolo oggettivo” e di questa rappresentazione delle donne si risente ovunque. Non c’è che dire il futuro prossimo venturo non è certo roseo per le donne italiane, anche se qualche dato nell’ultimo triennio registra con l’incremento dell’8,3% delle donne quadro e del 4,4% delle dirigenti, una flebile speranza di miglioramento sol che l’ottica di genere entri nel vissuto delle aziende e della pubblica amministrazione.

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Questa voce è stata pubblicata il 15/12/2012 da in Mercato del lavoro con tag .

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